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Arcidiacono e Caserta: prove tecniche di coalizione

Pubblicato il: 4 July 2017 alle 10:19 am

Successo di pubblico per la chiamata del vicepresidente del Consiglio e dell’ex candidato sindaco che ieri hanno aperto il dialogo con la città.

di Elisa Catanzaro

Parole come verità, responsabilità, dialogo e speranza sono state il filo conduttore dell’incontro pubblico con cui Sebastiano Arcidiacono e Maurizio Caserta hanno fatto il punto sui quattro anni della giunta Bianco e sul futuro della città.
L’appuntamento dal titolo “I conti non tornano i ragazzi se ne vanno: una città insostenibile?” spiega Melania Tanteri che ha moderato l’evento, tocca un punto dolente per molti genitori. E, poco dopo, alla domanda di Arcidiacono “Quanti di voi hanno ragazzi che sono andati fuori?” ad alzarsi sono state davvero tante mani.

Un pubblico numeroso, eterogeneo, e attento ha ascoltato gli interventi, prima del professore Caserta, poi quello del vicepresidente del Consiglio e infine quelli di esponenti dell’associazionismo e dell’imprenditoria.

“Se diamo un’occhiata ai dati sui risultati economici – ha affermato l’ex candidato sindaco – siamo andati indietro ed è cresciuto il divario col resto del paese. Nessun amministratore è singolarmente responsabile ma è un quadro che non possiamo ignorare. Negli ultimi 15 anni c’è stata una riduzione del 40% nelle immatricolazioni rispetto al 20% del resto d’Italia. Altra grande questione è quella economico finanziaria: abbiamo un debito che cresce e un’economia che si riduce, qualcosa non funziona. Noi vorremmo suonare un allarme perché se il sistema locale si indebolisce se ne andranno sempre più uomini”.

“La politica è prevalentemente visione ha detto Arcidiacono, oggi c’è una sorta di sopravvivenza di gestione dell’apparire.
Il mio impegno è diffondere i dati non fare preoccupare la gente ma bisogna ripartire dalla verità: oggi il debito catanese è salito e ammonta a un miliardo 373 milioni 178mila euro. Ecco perché chiedevo il confronto pubblico.
Io ho contribuito all’elezione di questa amministrazione ma ammetto di avere sbagliato e ho scelto di non essere compiacente nè in qualche modo complice”.

Chiusi i due interventi principali è stata la volta di Matteo Iannitti, di Catania Bene Comune: “Perché tanti giovani se ne vanno? La responsabilità è anche nostra. Riusciremo a cambiare solo se tutti staremo meglio”.

Quindi c’è stato l’intervento di Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio.
“I poveri sono stati tagliati fuori, bisogna fare un percorso oltre la nicchia, fuori dalle nostre case. È in periferia che si costituisce un percorso nuovo perché gli attori stanno lì”.

E di periferie ha parlato anche Gaetano Mancini, invitato a intervenire in qualità di presidente di Confcooperative ha spostato l’attenzione sulla necessità di cambiare approccio nei quartieri. “Il mio voto vale zero, ha detto, dobbiamo fare crescere il consenso sociale lì dove i voti si prendono, e deve andare bene, regalando i buoni per la benzina. E questo si può fare solo con un ragionamento concreto sul tema del welfare”.

All’incontro erano presenti anche il segretario della Cisl, Maurizio Attanasio, Giovanni Saguto, di Confcommercio, il consigliere comunale Niccolò Notabartolo, Emanuele Bonomo di Adiconsum Catania, la preside Zina Bianca, Mirko Viola di CittàInsieme, di Claudio Melchiorre, consulente, e diversi imprenditori, Giuseppe Ursino, Andrea Urzì, Salvo Messina. Quest’ultimo ha parlato fuori dai denti affermando: “Qui il problema è culturale, noi siamo un paese capitalistico, la prima visione deve essere l’attenzione verso le aziende, invece, primi fra tutti i sindacati, le hanno distrutte.

Quindi Caserta ha invitato a parlare Margherita Poselli, ordinaria di Economia aziendale: “Siamo qui stasera per cercare di cambiare le cose. Quello che dobbiamo fare è evitare che questo debito incrementi e avere l’elenco degli investimenti della progettualità a breve e a medio termine. Bisogna investire poi sulle persone, brave, oneste. Quindi responsabilità, persone e progetti nuovi”.

L’incontro si è quindi chiuso con l’impegno per un prossimo appuntamento che punti sul sociale.

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